Vivere e sopravvivere sono due cose diverse. Sono due cose nettamente diverse. Io in questo momento sto sopravvivendo alla scuola, come un naufrago aggrappato ad un'asse di legno, spero solo che la prossima onda non mi rovesci fino a che non avrò toccato terra. Certo, se ci riesco studio, ma il problema è proprio quel "se" che mi lascia in balia della, perdonatemi il termine, famosa botta di culo.
Comunque, se si trattasse solo della scuola non sarei così preoccupata, mi sono impegnata parecchio negli scorsi mesi e grosse sorprese non dovrebbero essercene, ma si sa, meno si fa e meno si farebbe, ed ecco qui la ragazza "coraggiosa" che va in Cina abbandonare completamente lo studio del cinese appena novantotto giorni prima della partenza (in teoria). Ottima mossa Elisa, ottima mossa davvero.
Sono così impegnata a cercare di mantenere un minimo di stabilità emotiva che mi lascio trascinare da tutto il resto e fluttuo da un posto all'altro senza nemmeno rendermene conto. Non vedo l'ora che finisca la scuola semplicemente per poterla spuntare dalla lista delle cose di cui mi devo occupare...neppure per un secondo penso di voler fermare il tempo: non avrebbe senso ormai, la mia vita è lanciata ai mille all'ora verso agosto e la partenza. Dentro di me so che rimpiangerò molte cose, e che forse una notte nella mia nuova casa mi ritroverò a pensare alla bidella che apriva i cancelli in anticipo quando pioveva, o alle scale del mio condominio, o al casino che fanno i miei compagni di classe al cambio dell'ora e probabilmente ne sentirò la mancanza, ma perché questo dovrebbe frenarmi io proprio non lo so. Gli arrivederci fanno parte della vita, gli arrivederci faranno sicuramente parte di questa esperienza, e non c'è motivo per cui dovrei averne paura. Non è un addio, è un piccolo nodo nel cuore che a volte può fare male e stringersi e tirare, ma è un nodo che ti tiene legato a tutto quello che hai lasciato indietro. Io sono grata ai nodi della nostalgia.
Detto ciò, forse essere trascinata un po' dagli eventi mi farà bene. Forse ho qualche radice secca che si aggrappava troppo al terreno e questo stato di mutamento continuo mi aiuterà a tagliarla per affrontare meglio "il salto". Bello...mi piace chiamare quest'esperienza il Salto, suona appropriato per ora. Dico per ora perché tutto quello che c'è dopo la partenza è ancora un mistero, quindi vedremo se si tratterà di saltare oppure non so, di ballare.
Scusate, lo so, sto scrivendo un sacco di scemenze e ho scritto male, ma questo post l'ho buttato giù di getto, è più uno sfogo che un pensiero coerente, quindi vi prego, accettatelo così.
bye bye!
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