Tuesday, 14 May 2013

Scegli me! Scegli me!

Avete presente quando entrate in un canile e tutti i cani cominciano ad abbaiare e saltare contemporaneamente, facendo un gran baccano, cercando di attirare la vostra attenzione? Certo, ci sono anche quei cagnolini che ti guardano con aria afflitta standosene seduti al loro posto, e alcuni (pochi) che non vi considerano neanche. 
Ma ora provate ad immaginare al posto delle solite reti che dividono i cani da voi e voi dai cani, delle pareti di cartongesso. 
Entrate nel canile, e non vedete nient'altro che pareti bianche, magari con qualche cartellino e qualche foto appesi qua e là. Appena fate un passo però gli animali cominciano a latrare e uggiolare, e sentite delle zampe raspare, tutto questo senza poterli vedere. 
I cani dietro alle pareti siamo noi, gli studenti che stanno aspettando una famiglia ospitante. Chi è nella mia situazione lo sa, non importa cosa stai facendo, di cosa stai parlando e con chi ne stai parlando, la famiglia è un pensiero costante che scivola avanti e indietro tra gli spiragli dei discorsi e dei pensieri di ogni giorno, ma non puoi fare assolutamente niente per accelerare il processo, e anche se ti agiti non cambia niente perché i tuoi genitori ospitanti ti sceglieranno in base ad un paio di foto e una pila di fogli che ti hanno fatto dannare per un mese buono quando hai dovuto compilarli.
Io personalmente cerco di non pensarci, perché so bene che potrei essere abbinata a una famiglia anche solo quindici giorni prima della partenza, ma a volte vorrei davvero uggiolare. Vorrei urlare "scegliete me!" e vorrei che qualcuno mi sentisse e rispondesse.
Il punto è che la famiglia è il secondo nodo centrale di quest'esperienza: il primo è sapere se si è stati accettati e per quale programma, il che significa un'interminabile attesa costellata di incoraggiamenti, piccole fughe di notizie e il controllo maniacale della posta. Una volta chiamati dal proprio volontario c'è tempo per un breve periodo di euforia, che per me è durato fino alla prima orientation (incontri settimanali sviluppati per prepararci al...grande salto?) . Poi subentra la questione della famiglia. A partire da chi ti ospiterà saprai la città in cui vivrai, la scuola, con che tipo di persone vivrai per un anno, se tutto va bene. Spero davvero di capitare in una bella famiglia, ma ogni volta che provo a immaginarla lascio perdere. Non voglio crearmi aspettative, non perché io abbia paura di essere delusa (delusa da chi? da cosa?) ma perchè semplicemente so che da qualche parte esiste questa famiglia che mi sceglierà, e se devo immaginarli, voglio farlo con dei nomi e delle descrizioni. Non ha senso adesso domandarmi se avrò un fratello o una sorella, se vivrò con i nonni oppure no. Però vi prego, vi prego, abbinatemi ad una famiglia perchè se la mia testa continua a svolazzare al di sopra dell'Italia rischio di perdermi gli ultimi mesi che mi rimangono prima della partenza a fantasticare...

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