Ultimamente non so che mi è preso ma ho sempre voglia di scrivere...perdonatemi!
Oggi tocca a Canada. Siccome non gli ho chiesto il permesso di scrivere un post su di lui, lo chiamerò così.
Canada è un altro exchange student del mio centro locale (indovinate dova va?), che tra le altre cose frequenta pure la mia stessa scuola, quel luogo ameno senza soffitti che è il più antico liceo classico della mia città, e forse dell'Italia ma non vorrei dire cavolate. Comunque. Prima di iscrivermi a intercultura conoscevo Canada tramite un'amica in comune e il corso di teatro della scuola, ma per quanto avessi solo impressioni positive nei suoi confronti non andavo mai a cercarlo per parlarci, semplicemente perché gli argomenti a disposizione erano pochi e io a volte sono timida. Cioè, sono timida un po' a scatti e a riprese...mica sempre per fortuna. MA stiamo parlando di lui e non di me, giusto? Giusto.
Il punto di svolta è stato quando abbiamo affrontato entrambi le prime selezioni, che per intenderci consistono in un test psicologico e una visita in famiglia dopo le quali sei gentilmente pregato di compilare un fascicolo lungo come la Divina Commedia, scegliere il programma a cui vuoi partecipare e pregare il tuo Dio (o la tua scienza, o quel che vuoi) per essere assegnato ad uno dei programmi che hai scelto.
Persi in un mare di ragazzi e ragazze mai visti prima, o visti di sfuggita nei corridoi di non-so-dove o alla festa di non-so-chi è più che naturale cercare qualcuno che si conosce e accozzarcisi come se non ci fosse un domani. Alle prime selezioni le mie vittime sono state America, una ragazza del doposcuola che partirà con un'altra associazione, l'amica in comune di cui parlavo prima (è fortissima...ma ne parlerò se mi capiterà di descrivere la mia classe) e Canada per l'appunto. Di questi quattro solo lui ed io abbiamo deciso di continuare e così l'accozzamento è stato proprio totale da parte mia. Durante la compilazione dei fascicoli poco ci mancava che gli chiedessi di fare il resoconto completo di cosa aveva scritto! Per non parlare delle file in segreteria per ottenere pagelle, timbri, firme e chi più ne ha più ne metta.
Una cosa però è stata davvero importante: l'indecisione sia mia sia di Canada nello scegliere la lunghezza del programma. Sono stati giorni duri per me, un giorno decidevo per il mese, il giorno dopo per l'anno. Un giorno poi, stavo aspettando la mia volontaria, Svezia, una ragazza dolcissima, per la visita in famiglia, quando mi ha scritto un messaggio semi-minatorio che suonava tipo "tanto ti convinceranno per l'anno!" PAURA!
Adesso devo dargli ragione, mi hanno convinta! Eppure non è bastato il discorso della volontaria, perchè se non ci fosse stato Canada a spingermi alla decisione, e io non avessi cercato di spingerlo a mia volta, magari avrei messo "estivo Cina" e adesso durante gli incontri guarderei con invidia quelli che hanno scelto l'anno.
Canada, sei stato determinante, sappilo.
Una cosa non gliel'ho detta, che mi pareva molto più pronto e adatto lui quando ci chiedevamo cosa fosse meglio fare, e anche se alla fine materialmente l'anno l'ho selezionato per prima, io lo vedevo come se avesse già capito e deciso da sempre e mi chiedevo se fosse realmente così confuso...cioè, per me non c'erano dubbi, ce la poteva fare!!!
Adesso conosco altra gente del centro locale e non vedo l'ora di incontrare gli altri fumati che partiranno per la Cina con me, ma lui rimane la persona che credo capisca meglio cosa provo nei confronti di questa esperienza, ora. Se non altro perché frequentiamo la stessa scuola, se non altro perché c'era all'inizio e c'è ancora, se non altro perché so (o penso di sapere?) che non gli do fastidio, che va bene anche a lui di condividere quello che succede con me. Intercultura anche questo fa: accelera i tempi per fidarsi di una persona.
Io mi fido di Canada, e sono super sicura che vivrà il suo anno al top. Mi fa un po' ridere dire cose come "al top" ma è questo che penso.
Do you want to be canadian?
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