Sunday, 14 July 2013

Scrivere a passo di danza.

Dal momento che la mia mamma ospitante non mi risponde da un po', non ho aggiornamenti in quel senso, e quindi credo di poter scrivere un po' a caso, no?
Siccome credo che buttarsi avanti con lo studio degli ideogrammi (che poi il mio libro chiama caratteri, dato che si sono evoluti etc.etc.) ho cominciato a scrivere un po' di più. L'altro giorno Ayi ha detto a suo figlio minore che avrebbe dovuto fare lo stesso e così ci siamo seduti vicini, io e questo bambino di nove anni che è più o meno al mio livello, e abbiamo cominciato a scrivere grazie. Il carattere per grazie ha dodici tratti, da ripetere due volte, ed il modo migliore per impararli è scriverli tutti in fila: il primo da solo, poi il primo e il secondo, poi il primo il secondo e il terzo, e così via. Non si può partire a casaccio, esiste un ordine preciso da rispettare, e se sbagli, meglio ricominciare.
Così, spalla a spalla con il figlio di Ayi, contavamo i tratti: uno, due, tre, -ci sei?- quattro, cinque -oh no, ho sbagliato!- -ricominciamo...- uno, due, tre, quattro...
Alla fine la tua mano trova il ritmo e si mette a ballare sulla carta, da destra a sinistra, dall'alto in basso, non devi nemmeno più pensarci, le tue dita sanno dove andare...quasi sempre.
Questo è quello che mi piace di più della scrittura cinese: è una danza, precisa, sistematica, ma anche elegante e armoniosa, e più la provi più diventa fluida.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici, dodici, ecco: grazie, la mia parola preferita.

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