Tuesday, 25 June 2013

I veri confini.

Ultimamente ho avuto più occasioni del solito per conoscere gente al di fuori della mia cerchia di amici, ma ogni volta ho finito per parlare solo con chi conoscevo già senza riuscire a legare con gli altri. Ho cercato di capire la ragione: ero troppo chiusa? Non mi sono impegnata abbastanza? Loro non erano interessati a parlarmi? Sono arrivata alla conclusione che è tutto un problema di confini. Confini che non ti aspetteresti di trovare, e che invece sono più reali di quelli sulle cartine geografiche.
Si può ballare fino alle due di notte con un gruppo di ragazzi mauriziani che parlano solo inglese o francese e divertirsi un mondo, per poi passare una serata tra italiani della stessa città e della stessa età e non scambiarsi più di un paio di frasi. Il punto non è la nazionalità, la lingua o l'età, ma gli schemi. Finché sei in un ambiente familiare, con persone che conosci, sai di poter seguire determinati schemi, ti riesce facile, e paradossalmente più ti senti a tuo agio, meno sei disposto a socializzare (ovviamente non è sempre così, soprattutto nel caso di alcune persone particolarmente carismatiche.)
Credo che sia per questo che un sacco di attività di intercultura sembrano fatte apposta per mettere noi ragazzi in imbarazzo: in una situazione normale non ti aggrapperesti mai ad uno sconosciuto con la tua faccia a dieci centimetri dalla sua, vero? Beh camminate in bilico su delle sedie, e vediamo se vi aggrappate o meno. Una volta che sei in imbarazzo perché hai violato gli schemi sociali che conosci è molto più facile socializzare, giuro. 
Anche io che quando serve entro in "modalità tanto-me-ne-vado-in-Cina", ho bisogno di ancora un po' di allenamento per non aggrapparmi a quegli schemi, se posso, ma poi mi viene un po' di tristezza perchè penso a quante cose potrei fare se la smettessi di preoccuparmi di cosa potrebbe pensare la gente se semplicemente andassi lì e dicessi "Ciao, sono Elisa, voi chi siete?" 
Ho passato tutto il campo a Roma a fare così e non mi sono trovata per niente male...forse dovrei provarci più spesso. Ad agosto volerò sopra una marea di confini per raggiungere la mia destinazione, ma so bene che il confine più grande sarà quello che insisto a pormi da sola quando non mi impegno abbastanza a rompere gli schemi. Quando sarò là, non potrò appoggiarmi esclusivamente agli altri exchange students, perchè so che sarebbe più facile...dovrò aprirmi. Dovrò farlo per forza, altrimenti tredici ore di volo significheranno comunque stare ferma nello stesso punto. 

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