In realtà se escludiamo la cerimonia di apertura nella quale ho dovuto cantare in italiano, dato che una traditional dance italiana io non la saprei ballare, e per la quale ho ballato insieme ai thailandesi ignorando completamente i passi e cercando di scomparire il più possibile. Grazie al cielo avevo il supporto di uno di loro che mi sussurrava "cambio" "a destra" e cose varie.
Gli studenti cinesi hanno comunque applaudito abbastanza rumorosamente, questo perchè siamo stranieri e dunque popolari. Per me è abbastanza strano camminare per la scuola con gente che mi saluta e mi chiama e sa chi sono per il semplice fatto che ho un aspetto diverso, ma per fare amicizia e ottenere cose la carta della straniera con gli occhi grandi funziona abbastanza, e il cielo sa se ho bisogno di amici in dormitorio.
Comunque dopo questo spettacolino vagamente penoso è cominciata la competizione vera: solo due di noi hanno partecipato, e solo per i cento metri piani, un ragazzo e una ragazza. Ovvero io. Anche se ci siamo piazzati abbastanza male (e per abbastanza male intendo che nonostante ci abbiano messi con i più piccolini non c'è stata nemmeno una piccola piccola possibilità di arrivare al podio o anche solo vicino) sono contenta di aver partecipato, con l'uniforme e tutto. Correre insieme a queste ragazze per me è stata la risposta a tutti quelli che dicono "l'anno all'estero lo puoi fare anche dopo il liceo". Certo che puoi, ma non è la stessa cosa. Non hai un numero sul petto, non indossi pantaloni sintetici e bruttissimi, non arrivi fino in fondo alla questione, che sarebbe vivere qui e vivere come gli altri studenti. Non so se mi spiego, ma quando vai all'estero da adulto sai già chi sei e cosa vuoi e metti dei paletti, mentre io i paletti ancora non ce li ho, e di certo fa paura quando arriva l'onda di cose nuove e strane senza nemmeno un margine che la rallenti, ma poi quando passa e sei ancora in piedi non vedi l'ora che ne arrivi un'altra.
Gridare "FIGHTING" ad ogni competizione è stato divertente, ero davvero presa malissimo da qualsiasi cosa, perfino dai "fun games" come la mega staffetta e il tiro alla fune, e poi oggi c'è stato un momento bellissimo...due ragazze che correvano gli ottocento metri sono rimaste indietro e mentre le altre avevano tutti gli amici accanto a fare il tifo per loro, queste due non avevano nessuno. Quindi mi sono messa a correre vicino a loro gridando "jay yo jay yo, run!" fino a che altri studenti non sono arrivati a supportarle. Dopo la gara entrambe sono venute a ringraziarmi e sono state davvero dolcissime. Voglio dire, potevano anche andarsene via col cuore in pace, non stavo facendo niente di diverso dagli altri, però sono venute a ringraziarmi. Mi hanno davvero resa felice!
Un'altra cosa positiva è stata rivedere uno dei miei migliori amici, alias il figlio della segretaria e di uno dei professori, il tappetto di cinque anni migliore del mondo, che ha difeso la mia padronanza del cinese assicurando a tutti che capisco sempre quello che dice (non è vero ma grazie fratellino!)
Per finire, dovevate vedere i professori quanto se la sono spassata a gareggiare tra di loro o aiutare noi povera classe di undici persone nel tiro alla fune. Quel tiro alla fune l'abbiamo perso clamorosamente ma vorrei potervi mostrare una foto perchè era l'esempio perfetto di come persone molto diverse tra loro possano ritrovarsi a collaborare e divertirsi insieme senza problemi: otto thailandesi (due infortunate non hanno potuto partecipare) un'italiana, due insegnanti americane, svariati professori cinesi di ogni età, compreso il direttore, e un gruppo di studenti reclutati da noi ithailiani tra amici e host brothers insieme a tirare la stessa fune. E a cadere con le mani rosse e mezze scorticate. Insieme!
Gridare "FIGHTING" ad ogni competizione è stato divertente, ero davvero presa malissimo da qualsiasi cosa, perfino dai "fun games" come la mega staffetta e il tiro alla fune, e poi oggi c'è stato un momento bellissimo...due ragazze che correvano gli ottocento metri sono rimaste indietro e mentre le altre avevano tutti gli amici accanto a fare il tifo per loro, queste due non avevano nessuno. Quindi mi sono messa a correre vicino a loro gridando "jay yo jay yo, run!" fino a che altri studenti non sono arrivati a supportarle. Dopo la gara entrambe sono venute a ringraziarmi e sono state davvero dolcissime. Voglio dire, potevano anche andarsene via col cuore in pace, non stavo facendo niente di diverso dagli altri, però sono venute a ringraziarmi. Mi hanno davvero resa felice!
Un'altra cosa positiva è stata rivedere uno dei miei migliori amici, alias il figlio della segretaria e di uno dei professori, il tappetto di cinque anni migliore del mondo, che ha difeso la mia padronanza del cinese assicurando a tutti che capisco sempre quello che dice (non è vero ma grazie fratellino!)
Per finire, dovevate vedere i professori quanto se la sono spassata a gareggiare tra di loro o aiutare noi povera classe di undici persone nel tiro alla fune. Quel tiro alla fune l'abbiamo perso clamorosamente ma vorrei potervi mostrare una foto perchè era l'esempio perfetto di come persone molto diverse tra loro possano ritrovarsi a collaborare e divertirsi insieme senza problemi: otto thailandesi (due infortunate non hanno potuto partecipare) un'italiana, due insegnanti americane, svariati professori cinesi di ogni età, compreso il direttore, e un gruppo di studenti reclutati da noi ithailiani tra amici e host brothers insieme a tirare la stessa fune. E a cadere con le mani rosse e mezze scorticate. Insieme!
Insegnanti alle prese col salto della corda
Due aiutanti per il tiro alla fune, nonché miei amici, a sinistra Po and Jerry e a destra XiaoHua. Questi sono i soprannomi che gli abbiamo dato noi! Al centro non so bene ma sono contenta che abbia voluto farsi fotografare.
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